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domenica 15 giugno 2014

Santa Germana Cousin, Vergine - Pibrac, Francia, 1570 circa - 15 giugno 1601




Germana Cousin morì nel 1601, a solo 22 anni. Da quando perse la madre, che non ha mai conosciuto, visse in continua sofferenza.
Figlia di un povero contadino di Pibrac, villaggio che si trovava vicino a Tolosa, nacque nel 1579, in un epoca di tristi guerre religiose. Sottile, malnutrita, scrofolosa, aveva la mano destra deforme.
Il padre non l'amava, e mai le diede nemmeno un abbraccio. E, quando si sposò per la seconda volta, mai si preoccupò della persecuzione che la matrigna sistematicamente faceva a sua figlia.
Così, nella casa del padre, Germana mai trovò quel riposo e quella pace che tutti noi incontriamo, un posto sicuro dove siamo nelle peggiori tempeste.
Uno dei suoi biografi scrisse:
La matrigna, sempre arrabbiata, la rimproverava continuamente, e gli diede stalla come camera da letto, e rami rigidi come il letto. Ancora non soddisfatta da quella durezza, la matrigna, da un capriccio del malumore, non permetteva a Germana di avvicinarsi agli altri bambini della famiglia, ai fratelli e alle sorelle che lei amava con grande tenerezza, cercando proprio ogni opportunità di servirli senza manifestare la gelosia di eventuali preferenze odiose dalle quali fossero oggetti, e lei la vittima.

Dio le ha insegnato l'amore per la sofferenza, così accettava con gioia quelle ingiustizie e umiliazioni. Rimaneva zitta e si nascondeva, e, come se la croce che trasportasse sembrasse piuttosto leggera, univa ad essa le austerità. Rifiutò, per tutta la vita, altra alimentazione che non fosse pane e acqua.
Pastora, Germana era responsabile per le pecore della famiglia. E, si racconta, per andare in chiesa, le lasciava alle cure di Dio: mai, in queste assenze, qualsiasi animale scomparì o fu perso, né nessun lupo mai fece qualsiasi incursione nei campi in cui gli animali pascolavano.
Si dice anche che, nel mezzo del cammino della chiesa c'era un grande torrente senza ponte: in estate, Germana facilmente lo attraversava a piede, ma nella stagione delle piogge, quando poi il corso era cresciuto, diventando rumoroso e pericoloso, la giovane (lo videro parecchi contadini della regione), lo attraversava con i piedi asciutti, visto che le acque, come nel Mar Rosso, le aprivano un cammino sicuro.
Quando era nei campi infiniti, Germana era costantemente con Dio. Il Rosario era la sua preghiera principale. E quando le campane in lontananza e al crepuscolo suonavano l'Angelus, lei si metteva in ginocchio, avesse o no la neve, e pregava alla Madonna con grande ardore perché ricevesse le forze per superare tutto ciò e quindi essere piacevole a Dio.
Per i piccoli dalle vicinanze, che a volte venivano a lei, portati dai giochi, gli faceva sedersi e delicatamente insegnava loro il catechismo. Alla fine gli parlava di Dio, di quanto fosse bravo, di quanto era potente la Madonna e come era dolce il Maestro, il sublime Nostro Signore Gesù.
Penalizzata dai poveri che passavano attraverso i campi, decise di raccogliere i resti della casa e mitigare la loro fame.
Un giorno, la matrigna sospettò della figliastra. Sarà che lei usciva sempre con fette di pane nascoste nel grembiule? Sicuramente soluzionerebbe il caso. Ha dovuto seguirla e, al momento giusto, la prenderebbe improvvisamente.
Prese in un pomeriggio un bastone e cominciò a seguire la giovane. A un certo punto, prese una scorciatoia, ed fu su una curva che sorprese la ragazza. Rozza, ordinò alla figliastra che mollasse le estremità del grembiule. Cosa lei portasse lì in modo così nascosto?
Germana obbedì, e una pioggia di fiori mai vista, strana e di grande freschezza, cadde a terra, profumando l'aria. Era una meraviglia, ancora di più perché erano nel più rigoroso inverno.
Un giorno, non la videro uscire con le pecore, come al solito. Il padre allora cercò di vedere cosa era successo. Nella stalla, dove dormiva, non c'era. A volte lei aveva l'abitudine di dormire nel corridoio, sul letto di rami? Dunque, probabilmente fosse lì e aveva dormito di più, dimenticandosi degli affari.
Infatti, Germana era lì, ma dormiva il sonno eterno.
La gente in massa, partecipò ai funerali della giovane Germana Cousin, perché era sempre stata dolce, premurosa, umile, gentile, paziente e buona. E cosa dire del torrente che separava le acque in modo che potesse attraversarlo? Che dire delle lezioni fatte ai bambini nei campi? Cosa pensare degli splendidi fiori che, in inverno, sono caduti dal suo grembiule sporco, alla vista della matrigna sempre cattiva?
Tutti sapevano che avevano perso un tesoro. Lo sapevano.
Germana fu sepolta nella chiesa, di fronte al pulpito. Quarantatre anni dopo, cioè nel 1644, il becchino, facendo i preparativi per seppellire un parente della Santa trovò, quasi sulla terra, un corpo veramente conservato. Era il corpo di una giovane, che quando fu completamente rimosso dalla fossa, attirò l'attenzione perché aveva la mano destra deformata.
I più anziani di Pibrac, in un attimo riconobbero il corpo della giovane Germana Cousin. Molti miracoli sono stati operati poi da Dio, e le virtù eroiche di Germana furono proclamate il 20 maggio 1850, a Roma. Fu beatificata il 7 maggio 1854, e poi canonizzata il 29 giugno 1867.
Ben presto, in tutto il mondo, si diffuse il culto alla dolce pastorella, e nel 1901, a Pibrac, fu lanciata la prima pietra di una basilica in suo onore.

(Vida dos Santos, Padre Rohrbacher, Volume X, p. 387 à 390) -Associacao Arautos do Evangelho do Brasil.